Rivista Veneto ieri oggi domani

2 Nov 2018Cultura0 commenti

Rivista patinata da collezione

Molti post in questo sito avranno come fonte principale i vecchi numeri della rivista Veneto ieri, oggi, domani. Per questo abbiamo ritenuto doveroso dedicare un articolo ‘corner stone‘ a quella pubblicazione che si attendeva ogni mese in edicola.

Rosso cremisi come colore principale di copertina. Giallo ocra scuro per le evidenziazioni di alcune aree nelle pagine interne. In effetti, solo ora che ci accingiamo a descrivere quella bella rivista, ci rendiamo conto che i colori sono analoghi a quelli scelti per questo sito. Una bella emozione, inattesa. Nel momento stesso in cui scriviamo queste righe, sfogliando il primo numero.

Primo direttore, come anticipato nell’articolo precedente, fu Gian Antonio Cibotto. Volendo fare omaggio a lui e alla sua creatura, abbiamo usato l’editoriale d’apertura del gennaio ’90 come primo post per Veneto da Vedere. Svariate altre firme collaboravano alla redazione. Tutte eccellenze; i cui nomi saranno indicati man mano, nei singoli post.

 

Argomenti della rivista

Gli articoli pubblicati nella rivista erano suddivisi nelle seguenti categorie, per usare un linguaggio da web designer:

  • Rubriche
  • Veneto da scoprire
  • Veneto dell’ospitalità
  • Veneto il piacere del vino
  • Veneto il gusto della tavola
  • Veneto andar per botteghe
  • Interviste
  • Personaggi del Veneto
  • Veneto romantico
  • Contrà veneta
  • Veneto nascosto
  • La strada
  • Veneto curioso
  • Veneto della tradizione
  • Veneto segreto
  • Veneto leggende e curiosità
  • Veneto in libreria
  • Veneto del culto
  • Veneto dei musei

Naturalmente, non poteva mancare la categoria Veneto in dialetto.  C’erano molte altre categorie, diverse tra loro in sfumature di termini. Quì sono state riprese alcune di quelle categorie, riducendone per comodità il numero.

 

Inserti davvero speciali…

Elemento davvero unico della rivista, era l’inserto pieghevole in acquerello. Qualche capace artista dipingeva le intere cortine architettoniche di una strada. All’interno del primo numero, l’inserto riproduceva l’intero Corso Palladio a Vicenza. Su entrambi i lati. Alcuni lettori scrivevano alla redazione, con entusiasmo e affetto. Prodigandosi in complimenti. Qualche lettera veniva pubblicata. 

Ne ricordiamo una in particolare, inviata da un antiquario. Allegava la foto del suo negozio, mostrando una parete nella quale facevano bella mostra di sé, gli inserti in acquerello incorniciati come quadri. L’antiquario-lettore ha avuto il fegato di strapparli dalle riviste nelle quali erano rilegati. Noi, pur tentati, non ne abbiamo mai avuto il coraggio. Magari faremo delle scansioni, e li pubblicheremo qui.

 

Esperienze fatte

Grazie a quella rivista, potemmo conoscere Borghetto sul Mincio. Andammo in compagnia. All’epoca era un borgo interamente da ristrutturare. Quasi in totale stato di abbandono. L’unico edificio recente e che sembrava in salute, era il ristorante sulla sponda di fronte ai mulini. Dotato di magnifica terrazza sull’acqua, con vista sul borgo e sul ponte visconteo. Oggi Borghetto sul Mincio è quasi totalmente ristrutturato. Convertito in attività commerciali-turistiche, è molto frequentato, e di ‘abbandonato’ non sembra esserci più nulla.

È allora una bella esperienza, poter raccontare di aver visto un luogo quand’era praticamente in rovina, e averlo visto rinascere. Un’esperienza che abbiamo potuto fare grazie a questa rivista. Veneto ieri, oggi, domani. Diciamo ‘questa’, perché ancora troneggia nella libreria, raccolta nei contenitori annuali. ‘Questa’, perché ancora possiamo sfogliarla.

Numeri perduti…

Negli anni in cui era distribuita nelle edicole (1990-1996), l’acquisto della rivista saltò qualche mese. Negli anni ’10 del XXI° secolo, spinti da una passione mai sopita, e forti dei nuovi strumenti tecnologici, cercammo i numeri mancanti in rete. Nel web.

Li abbiamo trovati. Quasi tutti. Nel sito di una libreria specializzata in libri storici. La Libreria Bergoglio. Chissà, l’attuale occupante del soglio pontificio deve averci portato fortuna. Il fatto che una libreria specializzata in volumi storici, avesse a magazzino i numeri di questa Rivista, a nostro modo di vedere la dice lunga sul valore della pubblicazione. Non tanto, naturalmente, il valore economico. Ma, come il lettore avrà capito, il valore culturale, qualitativo.

Allora…

quando nei futuri post faremo riferimento a ‘la rivista‘, senza ulteriori precisazioni, saprete che ci riferiamo a questa. Un pò come il Santo senza nome di Padova. Basta dire “el Santo“, e ogni padovano sa di quale si sta parlando. Ad ogni buon conto, nei prossimi articoli linkeremo la parola rivista a questo post.

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